Il Trattamento Shiatsu

In questo articolo vi spiego come si svolge un trattamento Shiatsu

ALCUNI PASSAGGI CHE DESCRIVERO’ NON FANNO PARTE DELLA FILOSOFIA DELLO SHIATSU, MA SONO INDISPENSABILI PER POTER GODERE IN SICUREZZA DI UN TRATTAMENTO DI QUALITA’, RISPETTANDO LE PRECAUZIONI RICHIESTE DALL’EMERGENZA COVID-19.

E’ necessario precisare che in Italia lo Shiatsu non è riconosciuto come una terapia, quindi la persona che beneficia del trattamento non può essere chiamata “paziente” : la sua definizione corretta è “ricevente” o, se vogliamo usare la terminologia giapponese, “Uke” . Di conseguenza chi esegue il trattamento non si chiama “terapista”, bensì “operatore” o, nella tradizione nipponica, “Tori.

Arrivo in studio

Il Ricevente (Uke) deve arrivare con puntualità all’appuntamento (meglio ancora se con cinque minuti in anticipo) per sfruttare appieno il tempo a disposizione.

Lo accoglierò con la consueta cordialità che caratterizza la pratica dello Shiatsu, ma in queste circostanze di emergenza sanitaria, con mio grande dispiacere, non è raccomandabile stringersi la mano ed è indispensabile, per entrambi, indossare sempre le mascherine. Nel caso il Ricevente (Uke) dovesse esserne sprovvisto, ce ne sono diverse a disposizione all’ingresso dello studio.

Dovrò anche, mio malgrado, misurare la temperatura e, se questa dovesse essere superiore ai 37,5 gradi, sarò costretto ad annullare il trattamento.

E’ raccomandabile arrivare direttamente dalla propria abitazione con vestiti puliti. Diversamente, è necessario portare con sè un cambio igienizzato da usare per il trattamento. In ogni caso (anche prima dell’arrivo del Covid-19) il trattamento si fa VESTITI.

All’ingresso ho predisposto un ambiente dove è possibile togliersi le scarpe, cambiarsi i vestiti, lasciare bracciali, orologi e cellulari e indossare ciabatte usa e getta fornite dallo studio.

Successivamente ci laviamo entrambi le mani e ce le disinfettiamo con un soluzione idroalcoolica.

Nella stanza dei trattamenti

Finalmente possiamo entrare, scalzi, nella stanza dei trattamenti!

L’ambiente , di circa 25 metri quadri, è stato precedentemente arieggiato per 15 minuti. Al centro c’è una postazione di 4 metri quadri con un materassino di circa 5 cm di spessore adatto ai trattamenti Shiatsu e ricoperto da un telo di carta usa e getta.

Per tutto il tempo del trattamento terremo entrambi la mascherina e io dovrò indossare anche una visiera trasparente oppure degli occhiali.

Prima di iniziare il trattamento vero e proprio, mi intrattengo con Uke per un breve colloquio in modo da raccogliere un “feedback” dell’incontro precedente. Per chi è alla prima esperienza, faccio un valutazione della condizione generale e quindi propongo la strategia da seguire.

Il trattamento

Una musica rilassante di sottofondo si fonde con il suono dolce dell’acqua che scorre in una fontanella, mentre le luci soffuse della lampada di sale illuminano di tinte morbide il piccolo giardino zen nell’angolo. Un profumo adatto alla situazione regala all’inconscio una suggestione di pace e tranquillità per favorire il distacco della mente dai problemi quotidiani. In inverno la stanza ha una temperatura adeguata alla stagione , e il materassino per il trattamento è riscaldato a zone e a diverse intensità regolabili.

Il semplice ingresso nella stanza vuole essere un’esperienza multisensoriale che serve a mettere il Ricevente (Uke) a suo agio, in modo che possa da subito iniziare a “lasciare andare le tensioni”. Si può dire che il trattamento inizi già qui.

Il trattamento dura circa un’ora ed è perfettamente calibrato e “personalizzato” in base alle necessità di Uke. Lo Shiatsu ha la fama di essere una tecnica “dolorosa”,ma questo non è affatto vero: l’intensità del tocco sarà adeguata alla sensibilità di Uke. La pressione potrà essere morbida, avvolgente e confortante e allo stesso tempo forte e decisa, ma non dovrà causare sensazioni sgradevoli: questo indurrebbe in Uke una reazione di “chiusura” e ciò non gioverebbe a nessuno dei due.

Il trattamento si conclude con una piccola sorpresa , un ultima breve esperienza di natura sensoriale…che non svelerò in questa sede.

Il congedo

Al termine del tempo si fa ancora un altro breve colloquio per vedere come è andata la seduta e ci si accorda per l’appuntamento successivo. Insieme usciamo dalla stanza dei trattamenti e ci avviamo all’uscita dello studio dove Uke può recuperare i suoi effetti, rimettersi le scarpe e tornare , completamente rigenerato, alla sua abitazione.

IMPORTANTE !

E’ fondamentale sottolineare che per ottenere dei benefici tangibili, una seduta non è sufficiente: siamo abituati alla cultura del “tutto e subito”, della pillola ad effetto immediato, ma lo Shiatsu non lavora con queste dinamiche. Lo Shiatsu non elimina semplicemente i sintomi derivati da un “problema”, ma va alla ricerca delle CAUSE psico-fisiche che stanno alla radice del “disturbo” e tenta di risolverle.

Una determinata condizione disarmonica non si è sviluppata da un giorno all’altro, ma si è evoluta in modo lento e graduale: per invertire il processo bisogna percorrere la strada inversa e quindi è comprensibile che ci voglia un certo periodo di impegno per ottenere dei risultati CONCRETI e DURATURI,

Posso comprendere che queste affermazioni possono essere fraintese, ma sono onesto se dico che non è strategia di marketing! Al contrario: è un invito all’impegno e alla costanza, perchè è così che l’Uomo fa le sue piccole e grandi conquiste.

LO SHIATSU E’ UN PERCORSO DI VITA E PRENDERSI CURA DI SEUN ATTO DI RESPONSABILITA’

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